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Città di Marino

Il territorio di Marino fu abitato fin dalla preistoria da popolazioni latine, stanziatesi circa tremila anni fa intorno ai laghi e sulle alture dei Monti Albani. Di alcuni centri abitati, che facevano parte della Lega Latina, sono stati tramandati i nomi dagli antichi storici: Bovillae (Frattocchie), Mugilla (S. Maria delle Mole), e Ferentum (Marino). Al primo periodo delle lotte civili risalirebbe la fondazione dell’attuale centro abitato di Marino, che compare fra le città fortificate da Silla con il nome di Castrimoenium. Nel 846 d.C. a seguito della distruzione di Bovillae, gli abitanti della pianura, troppo esposti alle scorrerie dei saraceni, si rifugiarono sulle alture interne, nell’antico castello che andò così ripopolandosi intorno all’anno Mille, risorgendo con il nome di Marino.

Dominio dei Conti di Tuscolo fin dal 1090, Marino divenne in seguito feudo dei Frangipane. Nel 1230 la castellana fu Giacoma dei Normanni, nota pure come Jacopa de’ Settesoli, vedova di Graziano Frangipane e devota amica di san Francesco. Dal 1266 il castello passò agli Orsini. Nel 1419 i Colonna acquistarono Marino da Cristoforo Caetani per 12.000 fiorini d’oro e vi rimasero come proprietari fino al 1914. Il 20 gennaio 1489 Agnesina di Montefeltro, figlia di Federico II duca di Urbino, si sposò a Marino con Fabrizio Colonna. Da loro nacque nel 1490 Vittoria, la celebre poetessa amica di Michelangelo. Nel 1571 Papa Pio V diede l’incarico diplomatico a Marcantonio Colonna, signore di Marino, di promuovere una lega santa contro i turchi; quindi gli affidò il comando della flotta pontificia. La domenica 7 ottobre 1571 a Lepanto fu conseguita la vittoria tanto sperata.

Nei rivolgimenti politici seguiti all’occupazione francese (1798) Marino parteggiò per la causa rivoluzionaria. Papa Gregorio XVI conferì a Marino nel 1835 il titolo di città. Grande è stato il tributo di vite umane dato alla patria nella prima guerra mondiale. Ancora più alte le perdite, soprattutto tra i civili, nel corso dell’ultimo conflitto, che ha provocato anche la distruzione di molte opere d’arte. Con la ricostruzione tutta la società si è impegnata per realizzare una città moderna e attiva nei vari settori produttivi; primo fra tutti quello della vitivinicoltura.